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M.TWENGE iperconnessi 2

By Febbraio 22, 2019 No Comments
Sorge spontanea, quindi, la domanda di genitori ed educatori: come possiamo aiutare i nostri
ragazzi?
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M. Twenge propone tre punti chiave per cambiare le abitudini degli adolescenti.
Per aiutare i ragazzi della iGen, il primo passo è evitare di regalare uno smartphone, almeno
durante l’età delle scuole medie. Soprattutto nell’ età pre-adolescenziale, la correlazione tra
l’utilizzo dei social network e la depressione è molto forte, in quanto i ragazzi sono insicuri ed
ancora alla ricerca della propria identità. Anche la sessualità online derivante dall’ utilizzo di
piattaforme come snapchat o dallo scambio di foto di nudo, è una pressione emotiva sicuramente
rimandabile di qualche anno.
Per far fronte alla richiesta di connessione di quest’età è possibile regalare un cellulare senza
connessione ad internet, per scambiarsi telefonate, e consentire l’utilizzo dei social network sul
computer di casa, in modo da renderne l’uso non compulsivo.
In secondo luogo, è necessario dare il buon esempio ed utilizzare il cellulare con moderazione e
buon senso: ritagliare spazi di tempo per studiare o lavorare senza che il telefono possa
intromettersi, non portarlo a letto, non consegnargli foto imbarazzanti e non dedicargli
continuamente troppa attenzione.
Rispettare e far rispettare la regola d’oro: quando si è in presenza di un’altra persona in carne ed
ossa, allontanare il cellulare e non prestargli attenzione.
Come terzo punto, genitori ed educatori devono favorire le uscite di casa e le interazioni sociali.
Ancora una volta, applicare il buon senso è sicuramente la strada migliore: proporre attività all’aria
aperta, pratiche sportive e dedicare tempo ai propri figli o alunni.
Infine, un punto di attenzione aggiuntiva per le ragazze. I social media esasperano l’attenzione
sull’ aspetto fisico (considerate la diffusione dei disturbi del comportamento alimentare come
anoressia e bulimia) e inoltre influisce sugli atteggiamenti sessualizzati. Molti genitori non hanno la
minima idea di cosa postino online i loro figli. Non dovrebbero mai pubblicare foto di nudo
nemmeno su Snapchat perché in caso di screenshot, nulla impedisce ad altre persone di
diffonderlo. Alcune foto si spargono a macchia d’olio in una scuola nel giro di pochi minuti e ai
ragazzi si può insegnare che se qualcuno chiede un nudo, basta dire di no!
Tuttavia, quando la sofferenza psichica è profonda, non basta cambiare stile di vita. La buona
notizia è che la psicoterapia funziona: chi soffre di depressione migliora più in fretta con terapia e
psicofarmaci. In genere, è meglio cercare aiuto prima che dopo. I terapeuti non aiutano i ragazzi
solo durante le sedute ma insegnano anche tecniche per la gestione della psiche individuale, che si
rivelano utili per tutta la vita.
La iGeneration, non è perduta. I ragazzi sono più tolleranti e portatori di una nuova consapevolezza
dell’uguaglianza. Hanno i numeri per costruire il proprio successo con la loro predisposizione
tecnologica e la loro prudenza. Se riescono a posare il cellulare e a scrollare la paura di dosso,
possono ancora spiccare il volo. E noi tiferemo per loro!
Testo di riferimento:
Iperconnessi, M. Twenge, Ed. Einaudi 2018
#iGeneration #nuovesfide
Dalida Panseri

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