L’ansia è uno stato psichico, spesso riconosciuta dall’individuo a livello cosciente, caratterizzato da una sensazione di preoccupazione o di paura. Può essere connessa o meno ad uno stimolo specifico, di tipo interno o esterno, oppure può essere una mancata risposta di adattamento dell’organismo a una qualunque circoscritta e soggettiva fonte di stress per l’individuo stesso.

Ma non sempre l’ansia è nociva, anzi. Se ad esempio sto attraversando la strada e una macchina sbuca improvvisamente a grande velocità, mi spavento e corro velocemente verso il marciapiede. Ancor prima di iniziare a correre il mio cervello ha avvertito il pericolo e il mio organismo ha iniziato ad attivare il sistema nervoso autonomo e a rilasciare adrenalina. Questa è la cosiddetta risposta automatica di attacco o fuga di fronte ad un pericolo fisico.

Un certo grado di ansia è utilissima anche in alcune attività che richiedono impegno, concentrazione, attenzione a non sbagliare, come prima di un esame o di un colloquio di lavoro. Ma l’eccesso di ansia produce effetti negativi :compromette ogni tipo di prestazione poiché la persona si concentra soprattutto sui sintomi dell’ansia e meno sugli obiettivi da raggiungere

Attacchi di panico
Chi ha avuto attacchi di panico si spaventa anche al minimo cenno d’ansia poichè lo considera una spia dell’attacco stesso .Ad esempio se una persona inizia a preoccuparsi mentre fa la fila in posta e se ha la tendenza di avere facilmente una reazione fisiologica di allarme, avvertirà le vertigini, la testa leggera e un senso di irrealtà e potrebbe pensare “ adesso svengo oppure mi metterò a gridare, diventerò pazzo…” facilmente quella persona prenderà la via d’uscita per rintanarsi in casa prima possibile.
Quindi l’attacco di panico corrisponde ad una risposta di attacco o fuga attivata in un momento sbagliato poiché manca il pericolo esterno che la persona ipotizza: il supermercato non prenderà fuoco,
l’auto non la imprigionerà, in posta non soffocherà facendo la coda. Chi soffre di attacchi di panico si rende conto che la situazione esterna non è così terrificante e inizierà a pensare che la causa sia lui stesso, e avrà paura di avere un infarto, di morire, di soffocare o di impazzire.
Ma perché succede? Diverse le cause ma una di queste è rappresentata dalla personalità del soggetto.