Interessante incontro a Redona presso il QUOELET. Novembre 2017 relativa al rapporto genitori – adolescenti.
Matteo Lancini , psicologo e psicoterapeuta, docente all’Università Milano-Bicocca e Presidente della Fondazione Minotauro, ha presentato il suo ultimo libro “Abbiamo bisogno di genitori autorevoli” (per aiutare gli adolescenti a diventare adulti) ed. Mondadori
Ogni ragazzo ha la propria storia.
Chi sono gli adolescenti di oggi? sono ragazzi cresciuti con internet, con le tecnologie e in una famiglia affettiva (prima normativa) dove il bambino è guardato sempre con un occhio permissivo e non esiste nessuna rigidità. Il leitmotiv genitoriale è “oggi non potremo stare insieme ma comunque saremo sempre vicini perché io ti penso sempre” .Legittimare qualsiasi comportamento dei bambini è una pratica assai diffusa che tuttavia si accompagna a non pochi rischi educativi, come l’incremento esasperato della fragilità narcisistica.
Oggi il cellulare rappresenta il nuovo cordone ombelicale: distanti con il corpo ma molto vicini con la mente, la solitudine è bandita, s’insegna precocemente il valore dell’amicizia…perché il figlio non deve stare isolato. Oggi i bambini crescono in una società dell’immagine (recite scolastiche), dell’esibizione e dell’espressività.
Assistiamo a modalità di vedere la crescita diverse: prima avevamo modelli identificativi chiari oggi abbiamo molteplici modelli di riferimento, i competitor sono numerosi. Nella nostra società è caduto il distinguo tra pubblico e privato e si ricerca la personalizzazione di ogni evento, anche nei funerali oggi tutti esprimono un pensiero, un ricordo ed è condivisa l’idea che bisogna esserci.
Una tempo c’era una comunità educante, oggi no, i pericoli c’erano ma erano rappresentati in modo diverso: erano sbucciature e scazzottate tra pari.
Le battaglie virtuali dei video giochi hanno sostituito tutto ciò. Infanzie preadultizzate a cui segue una infantilizzazione in età giovanile. Il paradosso avviene proprio in adolescenza quando servono gli amici, allora si rimettono i no, i limiti e il controllo, e bisogna saperli realizzare perchè emergono i conflitti….vicende complicate di adolescenti che cercano i propri legami. La quotidianità controllata non funziona più.
Non si capisce perché l’adolescente deluso- che si rivolge ancor di più ai pari per il loro potere orientativo oppure a yuotube quando va male- spesso evita di chiedere aiuto ai genitori.
Di fronte ai brutti voti “perché non l ‘hai detto? “perchè si mettono ad urlare, ed è impossibile formare soggetti colpevoli, edipici dopo averli costruiti narcisistici. E necessaria più autorevolezza degli adulti. Oggi verso i nostri figli coltiviamo ideali e aspettative esagerate che crollano in adolescenza dove si colloca una importante condizione di fragilità narcisistica, dovuta alle aspettative esasperate degli adulti e interiorizzate dai ragazzi, aspettative che sono state elaborare sull’emozione della vergogna e non sulla colpa.
Oggi non si vedono comportamenti trasgressivi, c’è un consumare roba (di tutte le tipologie.. droga, gioco, sesso, shopping…) con una finalità anestetica o utile a interrompere la noia, a colmare il vuoto.
Le richieste che i ragazzi ricevono dell’ambiente familiare e culturale sono quelle di fornire alte prestazioni, e acquisiscono l’idea che bisogna essere belli più che adeguati.
Ma perché non contestano? Ciò che diventa importante è avere successo in ogni maniera. Si ricorre ai tatuaggi, in rete si è sovraesposti, si ricorre alla pornografia sempre più presto, il bullismo è una pratica che attira tanti proseliti. C’è chi si butta in rete in modo attivo con agiti finalizzati all’esibizione del proprio sé corporeo o comportamentale e chi riceve mortificazione per cui si rifiuta (ritirati sociali) qui troviamo anche i nerd, che presentano una forte tendenza all’inibizione sociale.
Nel disturbo della condotta alimentare le ragazze negano il corpo con le sue caratteristiche, la sua sensualità, magari usano internet per cercare spesso illusoriamente una autocura. Allora il problema è come fronteggiare i comportamenti patologici dei nostri ragazzi, in un contesto in cui non manca cibo dove c’è anoressia, abbiamo una sovraesposizione di relazioni concomitante ad un fenomeno di ritiro sociale, in questa nostra società competitiva e individualistica? dobbiamo partire dalla complessità.
Se bisogna punirli conviene inventare cose in più ma non in meno: occorre inventare azioni più creative, più lavori, più compiti, la sospensione con obbligo di frequenza tutto sommato è una buona idea, e questi compiti all’insegna del risarcimento devono essere coerenti con i misfatti contestati.
Dobbiamo chiederci come renderli responsabili, quali mezzi consegnare loro, gli adolescenti vanno convocati sia in casa che fuori, anche a scuola perchè possano avere l’occasione di diventare protagonisti.
Ai genitori il prof.Lancini consiglia di cambiare le solite domande: come è andata oggi in internet?
Occorre pacificarsi sulla questione,poiché la vita reale e quella virtuale si intrecciano continuamente: selfie? Video ? Bullismo? quale esperienza mentale stanno vivendo?
Gli adolescenti sono esperti della relazione, spesso sanno tante cose, e chiedono che l’adulto si faccia carico del suo malessere, poiché hanno bisogno che venga sdrammatizzato quello che stanno vivendo, non che venga banalizzato.
Cosa diciamo del futuro?
Se non c’è futuro non c’è realizzazione di sé e si è lasciati soli.
Se l’adolescente invece si sente ascoltato, rispecchiato e sostenuto nelle sue domande e nel suo progetto di futuro potrà rivolgersi anche agli adulti che incontra sulla sua strada.
Quando c’è un‘angoscia si va a cercare qualche indizio e quando si scoprono i problemi è opportuno trattarli parlandone per rinsaldare la relazione.
Scoprire e non dire non ha senso, bisogna parlarne con l’adolescente altrimenti non serve indagare ”cosa succede?” dobbiamo produrre un pensiero difronte a tutto ciò.
Oggi 2 ragazzi su 5 incrociano la pornografia che risponde all’esigenza di essere visibile, altrimenti non sei nessuno! Piuttosto morto ma non invisibile.
Quando gli adulti litigano lasciano spazio ad altro, ma i ragazzi vanno accompagnati e oggi bisogna contrastare l ‘offerta squallida e consolatoria che circola.
Occorre accompagnare i ragazzi alla scoperta dei propri successi, anche se in cerca di popolarità continua (soprattutto like sui social) aiutare i figli a superare la delusione e il fallimento. Affrontare i problemi quando i ragazzi portano delle domande anche problematiche.
Ai genitori Lancini offre un messaggio: sentire una responsabilità per il futuro, vivere i figli come altro da sé, attenuare i sensi di colpa genitoriale per tollerare eventuali insuccessi, tutto ciò potrebbe aiutare.
In sintesi:bisogna favorire l’autonomia e la responsabilità senza lasciarli soli, in quanto i giovani hanno bisogno di rispecchiamento e di adulti autorevoli assieme a cui definire il loro futuro.
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